Un'Esperienza: Attività con l'Ausilio di Animali (Miriam Mason)

26.02.2017


"Vieni a giocare con me" dice il Piccolo Principe alla volpe. Ed ecco che la volpe dice qualcosa di sorprendente: "Non posso giocare con te (...) non sono addomesticata", ma il Piccolo Principe ne vuole sapere di più e chiede: "Che cosa vuol dire addomesticare?" e la volpe sapientemente risponde "vuol dire creare dei legami (...) io non sono che per te una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo ed io sarò per te unica al mondo".
(Antoine de Saint-Exupéry)

Gli animali domestici, così come sottolineato da evidenze scientifiche che ne dimostrano l'efficacia, svolgono un importante ruolo di mediatori nei processi terapeutico - riabilitativo - educativi.

Gli Interventi Assistiti con Animali (di seguito IAA), coinvolgendo persone in situazioni di difficoltà, devono essere improntati su criteri rigorosi, attraverso una programmazione specifica, tutelante sia per la persona che per l'animale coinvolti.
Gli IAA hanno valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico - ricreativa e comprendono tre ambiti di intervento: Terapie Assistite con gli Animali (TAA), Educazione Assistita con gli Animali (EAA) ed Attività Assistite con gli Animali (AAA).
Quest'ultimo ambito (AAA) è ciò che abbiamo sviluppato a partire dal 2015 all'interno di una Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta del padovano, che ospita pazienti adulti affetti da patologie psichiatriche.
Per AAA si intende un intervento con specifiche finalità ludico - ricreative e di socializzazione, attraverso il quale promuovere il miglioramento della qualità di vita e la corretta interazione uomo - animale.
Nelle AAA la relazione con l'animale costituisce fonte di conoscenza, di stimoli sensoriali ed emozionali e permette di:
- sviluppare competenze attraverso la cura dell'animale,
- accrescere la disponibilità relazionale e la capacità di comunicazione,
- stimolare l'attività cognitiva e motoria,
- arricchire di ulteriori impegni la vita dell'ospite,
- dare maggiore significato, attraverso momenti di piacere, al senso di vivere.
Le attività sono rivolte sia alla singola persona che al gruppo, promuovendo il valore dell'interazione uomo - animale per un reciproco benessere. Il prendersi cura dell'animale, infatti, contribuisce alla restituzione, per le persone coinvolte, di un'immagine di sé valida, con lo sviluppo del senso di responsabilità. Inoltre l'animale "da compagnia" è un'ottima fonte di intimità e calore ed attraverso la vicinanza con esso ogni persona può trovare benefici psico - fisici. A questo proposito:
- a livello fisiologico, il contatto con l'animale (ad es. accarezzare e lavare) è rassicurante ed attiva modificazioni fisiologiche che sono opposte rispetto alle risposte allo stress.
- A livello psicologico, il rapporto uomo - animale rappresenta uno stimolo che coinvolge il comportamento sociale e le competenze relazionali.
- A livello cognitivo - comportamentale tale interazione tende al raggiungimento del controllo dell'aggressività ed al miglioramento delle capacità attentive.
- A livello emotivo, viene favorita la consapevolezza degli stati d'animo.
- A livello motorio, si stimolano le competenze e le sensazioni motorio - percettive.
Infine, attraverso il gioco con l'animale, si attivano modalità di comunicazione non verbale che favoriscono nella persona lo scambio reciproco di stimoli e la gratificazione rispetto all'agito positivo.
L'intervento si avvale di un'équipe multidisciplinare: un gruppo di lavoro composto da figure professionali sia interne alla CTRP che esterne.
La gestione del cane, quindi, vede impegnati:
- il coordinatore della struttura, a cui è intestata la proprietà del cane, nel ruolo di Responsabile di Attività. Egli ha il compito di coordinare l'équipe nella definizione degli obiettivi dell'attività.
- Un medico veterinario il quale collabora con il Responsabile di Attività, valutando i requisiti sanitari e comportamentali dell'animale impiegato e indirizzando alla corretta gestione dello stesso, assumendosene la responsabilità.
- Un Coadiutore dell'animale, il quale prende in carico il cane e ha la responsabilità della corretta gestione dell'animale ai fini dell'interazione con le persone della comunità. Ne monitora lo stato di salute e di benessere. La persona individuata per questo ruolo è la coordinatrice delle unità cinofile dei Gruppi di Protezione Civile dei Comuni di Noventa Padovana e Villafranca Padovana, giudice del Coordinamento Regionale Cinofili Regione Veneto, formatore di istruttori, istruttore di unità cinofile da soccorso della Scuola A.P.T. Group di Pavia, responsabile tecnico per unità cinofile da soccorso dell'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo e membro della Commissione tecnica del Coordinamento Nazionale della stessa.
- Due Referenti di Intervento, rappresentati dagli educatori professionali attualmente presenti presso la comunità, i quali affiancheranno il Coadiutore dell'animale durante gli interventi e prenderanno in carico gli ospiti della struttura ai fini del raggiungimento degli obiettivi del progetto.

L'équipe multidisciplinare, coordinata dal Responsabile di attività, ha il compito principale di programmare, organizzare, attivare e monitorare tutti gli interventi di AAA al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi preposti.

L'animale scelto per l'intervento è un cane di razza Lagotto, femmina, di 2 anni, sterilizzata, ricevuta in donazione da un privato. Il nome scelto dal gruppo degli ospiti è Peppa, in continuità con l'appellativo datole alla nascita.

Prima dell'arrivo di Peppa in comunità, si è predisposta una verifica, presso il Distretto Veterinario n. 2, del chip, delle vaccinazioni e della salute complessiva dell'animale. Inoltre, da parte del medico veterinario incaricato si è effettuata una valutazione sanitaria e comportamentale. Ciò al fine di riconoscerne l'idoneità fisica, l'assenza di patologie comportamentali, la presenza di caratteristiche di socievolezza, capacità relazionale e docilità. L'idoneità sanitaria e comportamentale è oggetto di un costante monitoraggio.
Il Coadiutore dell'animale ha effettuato uno specifico percorso formativo e di addestramento al fine di far acquisire alle persone (operatori ed ospiti) le abilità e le competenze necessarie.

A più di un anno dall'inizio dell'AAA possiamo affermare che la partecipazione a questa esperienza permette agli ospiti coinvolti di:
- sperimentare, attraverso l'assegnazione di semplici attività, la possibilità di successo;
- riappropriarsi di una dimensione temporale e ritmica spesso gravemente compressa dalla malattia mentale;
- aumentare le abilità e le competenze socio - relazionali, verbali e non;
- sviluppare ed interiorizzare competenze affettivo - emozionali;
- aumentare e potenziare le capacità di autocontrollo e di tolleranza alla frustrazione;
- rafforzare le competenze cognitive legate all'attenzione, alla concentrazione e alla collaborazione - cooperazione;
- rafforzare la consapevolezza di sé e dell'altro attraverso il "prendersi cura";
- incrementare le esperienze piacevoli ed i rimandi di benessere;
- acquisire un nuovo ruolo e immagine di sé;
- credere nelle proprie possibilità e competenze, contrastando così la difficoltà al cambiamento dovuta alla storia di insuccessi;
- aumentare il funzionamento sociale.
Si è osservato come sia rilevante e determinante saper condividere il compito assegnato anche con gli altri (imparare a riconoscere e legittimare lo spazio degli altri), saper gestire le possibili difficoltà che intervengono, mettendo in atto azioni di problem solving,
calibrare e controllare le proprie modalità di intervento, ricordare e rispettare gli impegni, mantenere in modo costante un impegno, saper gestire la propria affettività, le emozioni e gli impulsi, attraverso il confronto con gli altri partecipanti, avere un ritorno reale sulle proprie capacità e, di conseguenza, su aspetti della propria auto rappresentazione.

L'équipe della comunità, in collaborazione con il Coadiutore dell'animale, programma ed attiva azioni mirate al maggior coinvolgimento possibile degli ospiti inseriti, attraverso discussioni ed esercitazioni individuali e di gruppo nelle varie fasi dell'intervento (dalla conoscenza teorica dell'animale, alla preparazione del luogo, alla socializzazione con lo stesso e alla stesura dei planning giornalieri per l'accudimento dell'animale).

L'intervento progettato all'interno della comunità ha preso avvio con la fase iniziale di adesione al programma da parte degli ospiti e dell'équipe attraverso discussioni di gruppo, oltre che la conoscenza, la socializzazione e l'ambientamento del cane al luogo e alle persone.
Anticipatamente all'arrivo del cane, sono stati predisposti incontri tra l'équipe multidisciplinare e gli ospiti, al fine di agevolare l'inserimento dell'animale e la condivisione - cooperazione - collaborazione - motivazione degli ospiti rispetto all'intervento e agli obiettivi previsti.
Contemporaneamente, il Coadiutore ha effettuato una verifica delle caratteristiche del cane scelto, con particolare attenzione al livello di mansuetudine, di educazione allo stare in branco e di adattabilità all'uomo.

L'arrivo di Peppa in comunità è avvenuto in un giorno feriale, garantendo così la presenza del Coadiutore, del Responsabile dell'attività e degli educatori professionali, nel ruolo di Referenti dell'Attività.
Al termine di 48 ore dall'arrivo, nelle quali si focalizza l'attenzione per l'adattamento del cane a luoghi e persone e durante le quali solo il personale interno provvede all'accudimento essenziale, il Coadiutore ha attivato la fase di approccio all'animale, con attività specifiche di accudimento ed alimentazione, lavorando in piccoli gruppi e basandosi sulla motivazione manifestata dagli ospiti.

E' stata poi inserita la regolazione della giornata, in particolare con le informazioni per le corrette modalità di uscita nel territorio, somministrazione pasti, calendarizzazione dei turni per l'accudimento di Peppa, con momenti individuali di affiancamento e gruppali di discussione e condivisione.

Attualmente, stiamo lavorando sulla parte centrale del progetto per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. L'interesse è centrato sull'addestramento del cane e sulla sua convivenza in struttura, con particolare attenzione alla relazione con le persone.

A distanza di poco più di un anno, possiamo sottolineare come l'arrivo di Peppa sia stato decisamente positivo, ma non senza difficoltà. In particolare, i pazienti inseriti stanno dimostrando un attaccamento affettivo ed una responsabilità verso il cane sorprendenti. Si interessano e si coinvolgono nell'accudimento e nel gioco; si lasciano "coccolare" e, attraverso i segnali di vicinanza - distanza che dà Peppa, modulano i loro comportamenti. Di contro, Peppa ha imparato da chi andare per essere accudita ed evita chi tende ad invadere i suoi spazi di riposo. Molto lavoro rimane da fare con l'equipe di operatori, che tendono a seguire le loro personali indicazioni, a tratti in discontinuità con quelle decise e spesso proiettano nel cane i loro bisogni, dando a Peppa messaggi contrastanti e fuorvianti. Nei momenti di condivisione gruppale con gli ospiti si sottolinea come ciò sia confusivo e controproducente per l'animale, aprendo la discussione, che quindi diviente terapeutica, sul come ci si sente e cosa si rivive in rapporto a Peppa.

Infine, un grazie particolare a Daniela e Simone del Gruppo Volontario Unità Cinofile Viglili del Fuoco in congedo, che ci stanno accompagnando in questa bellissima ed arricchente esperienza.

Share
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia